Verso il Forum per l’Italia - 27 e 28 ottobre - Milano



Le Piazze tematiche

Quattro incontri per confrontarsi sul futuro dell’Europa, la lotta alle diseguaglianze, lo sviluppo sostenibile e la nuova cittadinanza

n vista del Forum per l’Italia che si terrà a Milano il 27 e 28 Ottobre, il Partito democratico promuove in tutta Italia una serie di appuntamenti di confronto su quattro temi cruciali: Europa, Lotta alle diseguaglianze, sviluppo sostienibile e nuova cittadinanza.
 

 
Si parte Venerdì 12 ottobre a Palermo (Teatro Santa Cecilia, ore 14) con l’iniziativa Europa al lavoro! Noi al lavoro per l’Europa“.
 
A seguire lunedì 15 ottobre l’appuntamento è a Torino (centro ‘SocialFare’, ore 10) con “Non si nasce uguali, si diventa uguali” sui temi del lavoro, dell’istruzione, del welfare e della sanità.
 
Nel terzo incontro, che avrà luogo a Roma mercoledì 17 ottobre (Sede nazionale Pd, ore 15), si discuterà di sviluppo sostenibile con “Insieme per un futuro sostenibile – Agenda 2030 per trasformare l’Italia“.
 
Il quarto appuntamento sarà a Napoli il 19 ottobre (Sala Consiliare, ore 10) sul tema “Immigrazione e cittadinanza: uscire dall’emergenza, restituire legalità“.
 

Le Piazze tematiche

 

 

Il Coordinamento Regionale del PD Molise torna a riunirsi



Il Coordinamento Regionale del PD Molise torna a riunirsi oggi a Campobasso, reduce dal grande successo della manifestazione di ieri a Roma, che ha visto la partecipazione di quasi 80000 persone e di oltre un centinaio di rappresentanti molisani, compresi tra il pullman organizzato e le altre numerose adesioni autonome.

È stata così sancita la ripartenza del nostro Partito, proprio dalle piazze e tra le persone, nel segno dell’unità e di un ritrovato entusiasmo, suggellato dal recupero dei valori fondanti del centrosinistra, dal lavoro ai diritti, e culminando con la lotta alle diseguaglianze sociali per “andare avanti insieme” con la passione politica di sempre.

Al centro dell’agenda dei lavori odierni ci sarà la prossima Assemblea regionale, prevista per lunedì 8 ottobre ad Isernia, che vedrà al primo punto all’ordine del giorno il dibattito per l’avvio della fase congressuale e scandirà il calendario delle riunioni per il rinnovo di tutti gli organismi dirigenti, a livello anche di Federazioni e di Circoli, e si concluderà con le primarie per l’elezione del nuovo Segretario regionale.

Campobasso 1 ottobre 2018

IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LA LEGGE SUI VACCINI OBBLIGATORI PRESENTATA DAL PARTITO DEMOCRATICO



IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LA LEGGE SUI VACCINI OBBLIGATORI PRESENTATA DAL PARTITO DEMOCRATICO
Fanelli e Facciolla: “Superata l’incertezza su un tema di estrema importanza per la salute pubblica. Il miglior modo di iniziare il nuovo anno scolastico”.

------------------------------Il Consiglio regionale, con il solo voto contrario dei consiglieri Cinque Stelle, ha approvato la legge proposta dal Partito Democratico che stabilisce l’obbligo vaccinale nella Regione Molise e l’obbligo di certificazione dello stesso, superando in questo modo l’incertezza in questi mesi creata su un tema di estrema importanza per la salute pubblica.

“Con grande maturità i consiglieri del Partito Democratico e i consiglieri di maggioranza guidati dal Presidente Toma hanno discusso e licenziato un testo che fa finalmente chiarezza sui vaccini, stabilendo in modo inequivocabile che in regione Molise la legge nazionale “Lorenzin”, che ha previsto l'obbligo vaccinale e la relativa certificazione, venga da subito applicata nella nostra regione, senza dilazioni ulteriori o atti sostitutivi – il commento a margine della votazione dei Consiglieri regionali PD Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla – Una certezza soprattutto per i dirigenti scolastici, che si erano chiesti che valore potesse avere la circolare del Ministro della Salute Grillo in contrasto a una legge dello Stato. Non c’è la possibilità di iscriversi e frequentare le scuole sulla scorta di una semplice autocertificazione! Si è dovuta fare una legge regionale perché la confusione originata a Roma è tutt’ora enorme. Si attende un emendamento alla bozza del decreto Mille-proroghe e non si sa neanche bene quale, essendosene susseguiti diversi, ivi inclusa la proposta dell’obbligo-flessibile, che già solo a sentirsi crea confusione.  Bene quindi il risultato di oggi. Ma ora lavoriamo anche alle norme attuative per ampliare informazione, sensibilizzazione, per rafforzare il coinvolgimento dei pediatri e la vaccinovigilanza. L’innalzamento della percentuale dei vaccinati si ottiene infatti anche con questi strumenti integrativi e complementari, ma intanto precisando che vaccinarsi è obbligatorio, senza equivoci, contribuendo a mantenere chiaro nell’opinione pubblica questo indirizzo. Non vi sono, altresì, dubbi sulla costituzionalità della disposizione, poiché qualora intervenissero norme primarie nazionali in contrasto con quanto previsto dalla legge regionale, le norme nazionali prevarrebbero in una sorta di recepimento automatico nell’ordinamento regionale, cioè senza bisogno di tornare sul punto. Questo al fine di evitare impugnative e anche per raccogliere le indicazioni venute dal “legislativo” regionale.

Un risultato importantissimo, per cui ringraziamo la maggioranza, che pone il Molise all’avanguardia nazionale, insieme a poche altre regioni che come noi hanno avuto a cuore la salute dei nostri studenti, dei nostri figli e di tutta la nostra comunità. Perché, come ha ricordato anche il Presidente della Repubblica Mattarella, non possiamo diffidare della scienza. E chi lo fa, magari pensando di superarla con un’autocertificazione per fare contento lo sparuto drappello dei No Vax, sbaglia.

E questo è il miglior modo di iniziare il nuovo anno scolastico: in bocca al lupo ragazzi. Studiate sodo e realizzate tutti i vostri sogni”.

Campobasso 11 settembre 2018
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Il coordinamento regionale del Partito Democratico molisano è tornato a riunirsi. Ecco i temi affrontati



Dopo l’insediamento dello scorso 4 settembre, il coordinamento regionale del Partito Democratico molisano è tornato a riunirsi nella giornata di lunedì 17 settembre 2018, per discutere e condividere agenda e temi cruciali dell’attuale situazione sia a livello locale che nazionale.

La squadra di lavoro del PD ha avviato la fase preparatoria dei congressi territoriali, che saranno seguiti, entro dicembre 2018, dal Congresso regionale, ennesima consultazione democratica, partecipata e partecipativa che prevede le elezioni primarie. Prossima tappa per il via della macchina congressuale sarà l’Assemblea regionale che lo stesso Coordinamento ha chiesto di convocare lunedì 8 ottobre a Isernia. Ciascuna delle azioni e delle iniziative di questo periodo di “riscaldamento dei motori” mira al coinvolgimento più ampio possibile, ambisce ad una vera e propria ricostruzione della rete sociale, politica e territoriale del Partito.

Tanti sono i temi  discussi e le iniziative proposte sull’ampio tavolo della condivisione del Coordinamento: partendo dalla questione preliminare sulla “forma partito” e la sua riorganizzazione, che dovrà avvenire nel segno dell’unità necessaria e del cambiamento richiesto; si è affrontata,poi,l’emergenza terremoto in Basso Molise, stigmatizzando la risposta deludente del Governo nazionale e proponendo soluzioni concrete e condivise da avvenire con l’ausilio dei circoli a supporto dei Comuni maggiormente colpiti dal sisma; la riprogrammazione dei Fondi Europei per la Regione Molise; il contrasto all’azione politica dei Governi nazionale e regionale; l’emergenza dei Fondi del Bando Periferie, messi a rischio da questo Governo nazionale; la situazione finanziaria del Partito a livello regionale.

In conclusione, si è parlato dell’organizzazione dell’importante iniziativa antirazzista del 30 settembre a Roma, “L’Italia che non ha paura”, dove si incontreranno persone, forze politiche, associazioni e movimenti civici che si riconoscono nei valori fondanti del PD e di tutto il centrosinistra.

Grande plauso è stato ribadito per l’incisività dell’azione politica dei consiglieri regionali PD che ha portato alla legge regionale molisana sull’obbligo dei vaccini per l’accesso alla frequenza scolastica.

Un’Agenda fitta e in evoluzione pressoché quotidiana quella del Coordinamento a cui l’Assemblea regionale ha dato il mandato di traghettare il Partito Democratico fino all’attesissima rielezione degli organi statutari.

Martina: È ora di tornare in piazza contro il governo dell’odio



Intervista al segretario Pd: “In chiave europea bisogna unire le forze, da Macron a Tsipras su un chiaro progetto di cambiamento sociale e democratico. Non c’è sovranità italiana senza lo scudo europeo”, di Alessandra Longo, La Repubblica

«Penso che sia venuto il momento di chiamare ad una mobilitazione nazionale gli italiani che non si rassegnano a vedere questo Paese in preda ai seminatori di odio. Il Pd fa un passo avanti e chiede a tutti di fare altrettanto. Il Pd rilancia il suo impegno anche con la piazza del 29 settembre, a Roma, (probabilmente piazza del Popolo,ndr). Sarà “la piazza per l’Italia che non ha paura”. Possiamo e dobbiamo costruire una prospettiva di speranza per il Paese».

Maurizio Martina assicura che ce la sta mettendo tutta per connettere il partito con i milioni di elettori che si sono allontanati: «Per quel che mi riguarda, basta con i politicismi e l’autoreferenzialità, si riparte dalle persone e dalle loro necessità». Messaggio unitario, allargato. Il nuovo Pd, secondo il segretario, deve raccogliere tutte le energie e le sensibilità alternative alla deriva sovranista, «da Macron e Sanchez a Tsipras», per intenderci sui riferimenti europei.

Segretario, il popolo di centrosinistra si attendeva da tempo un segnale di vita. A Milano, per l’incontro Salvini-Orban, si è visto quanta voglia di partecipazione ci sia.
«Milano è stato un segnale chiaro che va colto. Proprio per questo promuoviamo una manifestazione nazionale a Roma, chiamando a raccolta persone ed energie, come tappa essenziale del nostro lavoro. Tanti lo chiedono. Insieme dobbiamo costruire un’alternativa al governo, un progetto unitario, un pensiero nuovo. Il momento lo impone. Lega e Cinque Stelle stanno demolendo i sacrifici fatti dagli italiani. L’Italia sta diventando la frontiera più delicata del futuro europeo. Affronteremo un autunno rischioso dal punto di vista economico e sociale. L’attuale governo maneggia con una superficialità disarmante questioni che hanno a che vedere con la fatica che la gente ha fatto in tutti questi anni di crisi».

Conosce le critiche: il momento è grave, il Pd sembra anemico, il segretario è una degnissima persona ma non basta questo a riprodurre «il sogno» collettivo di cui ha parlato Veltroni su “Repubblica”.
«Sono abituato all’autocritica però sono anche consapevole e determinato a fare fino in fondo la mia parte. Sento tutta la responsabilità di questa fase. Da Genova a Catania da Taranto ad Amatrice, io vado dove è giusto che sia il Pd. Non siamo anemici, vogliamo combattere. La sfida è collettiva e una leadership senza comunità non va da nessuna parte. Con la manifestazione del 29 settembre, lanciamo un messaggio di riscossa ai tanti italiani che aspettano il passo avanti. Non è più il momento solo di dire ma di fare. Il Pd deve buttarsi corpo a corpo, fisicamente, nel Paese reale, là dove si manifestano i bisogni, e offrire la piazza a chi vuol lavorare insieme per la speranza contro l’odio».

La candidatura di Zingaretti come la vede?
«Tutte le candidature, certamente anche quella di Nicola, sono un contributo fondamentale».

Zingaretti immagina un partito popolare non elitario, il modello non è Macron.
«Facciamo un passo avanti. In chiave europea bisogna unire le forze, da Macron a Tsipras su un chiaro progetto di cambiamento sociale e democratico. Non c’è sovranità italiana senza lo scudo europeo. Alle elezioni 20191a discriminante sarà secca: da una parte chi vuole la nuova Europa dei cittadini, dei popoli e della sovranità condivisa e dall’altra chi vuole la distruzione del progetto con il ritorno dei nazionalismi. L’alternativa a Salvini la dobbiamo costruire prima di tutto noi , dentro i nostri confini».

Ma questo benedetto congresso quando lo fate?
«Il congresso dal punto di vista progettuale è già aperto. A fine ottobre avremo il Forum nazionale a Milano e prima diverse iniziative che arricchiranno questo lavoro. Chiedo a tutti di portare idee, non divisioni. E penso serva anche la piazza, la presenza collettiva. La manifestazione del 29 risponde al carattere straordinario della situazione».

Si è aperta una questione democratica.
«Assistiamo ad un’involuzione del discorso pubblico. La destra investe sulla rabbia, il rancore, per alimentare altra rabbia e altro rancore. C’è una frase grezza di Steve Bannon, l’ex guru di Trump, che spiega bene la strategia: “Quando c’è un problema, inondalo di merda”».

Testuale?
«Sì, testuale. Nel nostro Paese sta accadendo proprio questo. Dove c’è il problema non cercano la soluzione ma lo inondano di tutto ciò che può alimentare rabbia e divisione. Di fronte a quest’ansia distruttiva, che rischia di far saltare il Paese, il Pd ha una ragione in più per scrollarsi di dosso le difficoltà e gettarsi corpo a corpo in questa sfida cruciale».